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Etica Hacker
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Messaggio Etica Hacker 
 
Un hacker è colui che non si accontenta di essere un semplice utente, bensi' e' un individuo che tende ad una conoscenza ed una comprensione più profonda degli strumenti che utilizza per un loro uso più consapevole o anche solo per pura curiosità.

Il concetto più caro agli hacker è quello della condivisione del sapere: in un mondo sempre più dominato da logiche di business, l'hacker è convinto che i prodotti dell'ingegno umano debbano essere a disposizione di tutti.

Lo scopo principale di un hacker e' affrontare sfide intellettuali, risolvere problemi, divertendosi, stando insieme, sfuggendo a logiche gerarchiche, condividendo onori, oneri e conoscenze, superando collaborativamente i limiti personali.

In sostanza l'hacker è colui che vuole capire cos'è e come funziona qualsiasi cosa e che accetta una soluzione solo se questa è la migliore, anche se poi continua a cercare alternative diverse e più interessanti. Per ottenere questo usa le proprie conoscenze, quelle degli altri e rende tutto ciò che scopre ed inventa liberamente disponibile ed utilizzabile da altri.

Detto questo, possiamo meglio soffermarci sulla cosiddetta “etica Hacker”; prendendo spunto dal “Jargon file” [vocabolario del 'gergo' usato dagli hacker, che contiene anche definizioni e regole di buona educazione da rispettare in rete (netiquette)] troviamo che in realtà la “cultura hacker” è un insieme, scollegato dalla rete, di sottoculture, tuttavia cosciente di radici, valori, ed alcune importanti esperienze comuni. Poiché gli hackers, come gruppo, sono persone particolarmente creative che in parte si distinguono per il rifiuto dei ‘normali’ valori e consuetudini lavorative, la loro cultura ha tradizioni insolitamente ricche e consapevoli.


Profilo di un hacker:

Il vero hacker non censurerebbe mai delle informazioni o delle idee, di qualunque tipo. Peraltro, un hacker e’ per sua natura tollerante e difficilmente si arrabbia, ma si irrita con persone o incarichi che gli fanno perdere tempo. Ci sono pero’ delle cose che gli hacker non possono assolutamente sopportare. Una di queste e’ sicuramente la menzogna, soprattutto nei loro confronti: è infatti 'classico' l'errore che soprattutto i media fanno nei loro confronti definendo gli hacker in modo negativo e cioè facendoli facilmente confondere con i cosiddetti “cracker” che, al contrario, sono degli individui che svolgono delle attività illecite [come ad es. penetrare in un sito illegalmente ed appropriarsi di materiale protetto o comunque creare danni (crackare) ] lasciando un segno del proprio passaggio nella gran parte dei casi.

In conclusione, come abbiamo precedentemente visto, l'hacker è colui a cui piace la ricerca [nel più dei casi spasmodica] della più vasta conoscenza in qualsiasi ambito socio-culturale. Può infatti definirsi hacker anche uno studioso appassionato di filosofia per esempio.

Questo dunque, in grandi linee, il profilo etico e morale di un hacker. Spetta a te ora dimostrare il tuo 'lato hacker'...





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Messaggio Re: Etica Hacker 
 
"Gli Hackers risolvono i problemi e costruiscono le cose, credono nella libertà e nel mutuo aiuto volontario. Per essere accettato come un hacker, ti devi comportare come se avessi questo atteggiamento nel sangue. E per comportarti come se avessi questo atteggiamento nel sangue, devi realmente credere nel tuo comportamento. Se pensi a coltivare un atteggiamento da hacker giusto per essere accettato nella hacker-culture, allora non hai capito. Diventare il tipo di persona che crede in queste cose è importante per te per aiutarti ad imparare e per avere delle motivazioni. Come con tutte le arti creative, la via più efficace per diventere un maestro è imitare la forma mentis dei maestri - non solo intellettualmente ma anche emotivamente."

[ Eric S. Raymond, Etica Hacker ]

"Gli hacker sono...convinti che la loro vita debba ruotare attorno a una loro passione, a un loro desiderio. Questo è l'ethos che ha consentito la creazione del personal computer e di Internet al punto che sono diventati le basi tecnologiche delle società attuali. Un ethos espresso da un eterogeneo gruppo di persone che ha perseguito con determinazione la propria "visione" della tecnologia...Si è hacker se si ha una relazione appassionata con il proprio lavoro, cioè se si prova piacere nel farlo...Se lavori per ricevere un salario e non trovi altra motivazione se non quella di essere pagato, allora non puoi considerarti un hacker, anche se svolgi diligentemente la tua mansione. "

 [ P. Himanen, Il filosofo della passione hacker ]

Questi sono gli hacker che vogliamo, rispettano un'etica, nn sono animali e nemmeno criminali.




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Messaggio Re: Etica Hacker 
 
Ho trovato 1 altra ampia documentazione sul topic, ke come avete visto mi interessa molto:
sono pezzi delle opere d alcuni validi scrittori:
 Qualcuno ke avrà voglia di leggerlo c sarà...io l'ho trovato interessante.:
*
L'etica hacker..
una serie di principi stabiliti dagli hacker del MIT nel 1961(!). Ha trovato terreno fertile negli Usa, già negli anni Sessanta, e in Europa, particolarmente Germania (Chaos Computer Club) e in Olanda (Hacktic) negli anni Ottanta e Novanta. Di seguito i punti dell'etica così come sono stati tramandati da Steven Levy.

I principi dell'etica hacker

L'accesso ai computer - e a tutto ciò che potrebbe insegnare qualcosa su come funziona il mondo - dev'essere assolutamente illimitato e completo. Dare sempre precedenza all'imperativo di metterci su le mani!

Gli hacker credono nella possibilità d'imparare lezioni essenziali sui sistemi e sul mondo smontando le cose, osservando come funzionano, e usando questa conoscenza per creare cose nuove, ancor più interessanti. Detestano qualsiasi persona, barriera fisica o legge che tenti d'impedirglielo.
Questo è vero soprattutto quando un hacker vuole aggiustare qualcosa che (dal suo punto di vista) è guasta o necessita di miglioramento. I sistemi imperfetti fanno infuriare gli hacker, il cui istinto primario è di correggerli.
Questa è la ragione per cui in genere gli hacker odiano guidare le auto: il sistema dei semafori collocati a casaccio unitamente all'inspiegabile dislocazione delle strade a senso unico provocano ritardi così inutili che l'impulso è quello di riordinare la segnaletica, aprire le centraline di controllo e riprogettare l'intero sistema.
Nel mondo degli hacker chiunque s'incazzasse abbastanza da aprire una centralina dei semafori e la smontasse per farla funzionare meglio, sarebbe più che incoraggiato a tentare. Le regole che ci impediscono di prendere in mano questioni del genere sono ritenute troppo ridicole per dovervisi conformare.
Questo modo di pensare spinse il Model railroad club a istituire, su una base estremamente informale, un'organismo chiamato Midnight requisitoring committee, il Comitato per la requisizione di mezzanotte. Quando il Tmrc aveva bisogno di procurarsi un certo quantitativo di diodi, o qualche relè in più, per implementare qualche nuova funzionalità nel "sistema", un manipolo di membri dell'S&P attendeva l'oscurità e s'intrufolava nei luoghi in cui queste cose erano reperibili.
Nessuno degli hacker, che erano persone assolutamente scrupolose e oneste in altre occasioni, sembrava ritenerlo un "furto". Un'intenzionale cecità!
Tutta l'informazione dev'essere libera.
Se non avete accesso alle informazioni di cui avete bisogno per migliorare le cose, come farete? Un libero scambio di informazioni, soprattutto quando l'informazione ha l'aspetto di un programma per computer, promuove una maggiore creatività complessiva.
Per una macchina come il Tx-0, arrivato quasi senza software, chiunque si sarebbe forsennatamente messo a scrivere programmi di sistema per facilitarne la programmazione, strumenti per fare strumenti, riponendoli in un cassetto della consolle a portata di mano di chiunque volesse usare la macchina.
Questo comportamento evita la temuta e rituale perdita di tempo per reinventare la ruota; invece di stare tutti a scrivere la propria versione dello stesso programma, la migliore dovrebbe essere disponibile per chiunque, e ognuno dovrebbe essere libero di dedicarsi allo studio del codice e perfezionare proprio quello. Sarebbe un mondo ingioiellato di programmi completi di ogni caratteristica, che non danno problemi, corretti fino alla perfezione.
La convinzione, talora accettata acriticamente, che l'informazione dovrebbe essere libera era un conseguente tributo al modo in cui un ottimo computer o un valido programma lavorano: i bit binari si muovono lungo il percorso più logico, diretto e necessario a svolgere il loro complesso compito. Cos'è un computer se non qualcosa che beneficia di un libero flusso di informazione?
Se, per esempio, l'accumulatore si trova impossibilitato a ricevere informazioni dai dispositivi di input/output (i/o) come il lettore del nastro o dagli interruttori, l'intero sistema collasserebbe. Dal punto di vista degli hacker, qualsiasi sistema trae beneficio da un libero flusso d'informazione.

Dubitare dell'autorità. Promuovere il decentramento.

Il modo migliore per promuovere il libero scambio delle informazioni è avere sistemi aperti, qualcosa che non crei barriere tra un hacker e un'informazione, o un dispositivo di cui egli possa servirsi nella sua ricerca di conoscenza. L'ultima cosa di cui c'è bisogno è la burocrazia. Questa, che sia industriale, governativa o universitaria è un sistema imperfetto, ed è pericolosa perché è inconciliabile con lo spirito di ricerca dei veri hacker.

[A cura di Levy Steven]




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Messaggio Re: Etica Hacker 
 
_CirKu17_ se vuoi puoi anche fare nuovi topic...





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